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Progetti espositivi

dal 16 dicembre 2016 al 21 gennaio 2017
Centro Culturale Zavattini

VILLAROTTA CRICKET
di LUANA RIGOLLI

Esposizione del progetto fotografico

Piacentina di nascita, mantovana d’adozione, classe ’83, Luana Rigolli scopre la passione per la fotografia durante gli anni dell’università. La formazione scientifica e gli studi in Ingegneria civile la portano a prediligere soggetti di architettura e d’interazione dell’uomo con il paesaggio. Espone in diverse collettive e personali nel nord Italia. Fa parte del Collettivo DieciXDieci di Gonzaga, con cui dal 2015 organizza l’omonimo Festival di Fotografia Contemporanea. Nel 2015 è stata selezionata per partecipare alla residenza d’artista con il fotografo di Magnum Photos Harry Gruyaert, organizzata dalla Regione Piemonte in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Leica Akademie Italy.
In anteprima al Centro Culturale Zavattini, dal 16 dicembre 2016 al 21 gennaio 2017 è stato esposto il suo ultimo progetto, dedicato al microcosmo degli appassionati di cricket della periferia emiliana. Ecco come la fotografa racconta la storia del progetto e dei personaggi da lei immortalati: «Diciotto ragazzi pakistani hanno deciso di fondare una squadra di cricket in un piccolo paese dell’Emilia Romagna: Villarotta. Un nome evocativo per un paese che ha subito i danni del terremoto che ha colpito la regione nel 2012. A Villarotta abitano solo 1.300 persone, di cui 400 stranieri, 200 dei quali provengono dall’Asia, la maggior parte dal Pakistan. Il cricket è il loro sport nazionale ed è una grande passione per milioni di persone, ma sul territorio comunale non ci sono campi disponibili. La squadra non si è arresa e ha trovato un’inaspettata complicità nell’anziano padrone di una ex fabbrica di compensati ormai in dismissione: oggi hanno la disponibilità del piazzale per potersi allenare. Un luogo scassato e poco adatto, ma dignitoso abbastanza da organizzare tornei e manifestazioni sportive legate a questo sport. Da fare da spettatori ai loro allenamenti ci sono i vecchi macchinari e rottami dell’industria, e i campi di grano circostanti in cui i ragazzi impiegano sempre diversi minuti per cercare le palline quando queste vengono lanciate troppo lontane dal campo di gioco.
Io ho imparato a conoscere questi ragazzi e vorrei aiutarli, non solo per convincere il Comune a concedere uno spazio su erba per gli allenamenti, ma anche per far capire agli altri abitanti di Villarotta che questi ragazzi, di cui molti sono in Italia da quando avevano meno di 10 anni, sono esattamente come i nostri: assetati di sport e di voglia di stare insieme».

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dal 20 settembre al 19 novembre 2016
Centro Culturale Zavattini

GIANNI BERENGO GARDIN
IL CURIOSO DELLE IMMAGINI: Zavattini a Luzzara, 1973

Iniziativa inserita all’interno della rassegna ZA | SEMPRE AVANTI DI QUALCHE PASSO
Viaggetti poetici, parole filmate e altri miracoli
percorso IMMAGINE | Luzzara, la fotografia

Ad inaugurare le iniziative autunnali dedicate alla figura di Cesare Zavattini, da martedì 20 settembre, è stata inaugurata la mostra IL CURIOSO DELLE IMMAGINI: Zavattini a Luzzara, 1973, esposizione di 21 scatti di Gianni Berengo Gardin, realizzati a Luzzara nel 1973, prima di far nascere quel progetto che sarebbe diventato il libro fotografico Un paese vent’anni dopo (Einaudi, 1976). Le fotografie, raccolte per la prima volta in una agile pubblicazione del 1991 curata da Lorenzo Pellizzari (Franco Sciardelli editore), mettono in mostra uno Zavattini privato, che si aggira per la sua Luzzara: «Mago e patriarca, illusionista e contadino, membro esibizionista e concreto della comunità, non si è mai visto nessuno a proprio agio come questo Zavattini», ritratto tra spettacoli di marionette, sul set di un film che avrebbe voluto girare in un’osteria del paese ma mai realizzato (L’ultima cena), per le vie del centro in bicicletta, o a piedi, seguendo il carrettiere con il letto dei genitori appena recuperato da un rigattiere. La collezione delle fotografie di Gianni Berengo Gardin è stata gentilmente concessa dall’Archivio Cesare Zavattiniin collaborazione con Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia.

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dal 21 maggio al 19 giugno 2016
Centro Culturale Zavattini

OMAGGIO A TORNATORE

Mostra delle fotografie del collettivo Effettoemezzo
Iniziativa inserita all’interno della rassegna LUZZARA | racconti cinefotografici

Il gruppo Effeottoemezzo, nasce dalla sinergia simbiotica di 12 fotografi abitanti nelle terre emiliane e  vede la collaborazione del maestro Gianni Berengo Gardin. Dopo i successi ottenuti, tra cui le mostre Omaggio a Fellini e Sui binari del tempo, il gruppo ha deciso questa volta di porgere omaggio al premio oscar siciliano, ripercorrendo alcune scene dei film Malena e Nuovo cinema Paradiso.
Il progetto fotografico Omaggio a Tornatore, concretizzatosi con la messa in mostra degli scatti al Centro Culturale Zavattini dal 21 maggio al 19 giugno 2016, dopo un anno trascorso su numerosi set, il più importante dei quali proprio a Luzzara, ha contato la partecipazione di oltre 200 comparse, tra cui senza dubbio spiccano, per notorietà, I Rio, Daniele Ottaviani/Slat, Nevruz e Doppiaelle. La passione e la fatica in esso infuso dai fotografi, hanno emotivamente coinvolto il regista romagnolo Paolo Galassi,  tanto che  ha voluto seguire e filmare il gruppo “in azione” sui set, realizzando il film Tornatore’s way.
I costumi, le luci e i mezzi utilizzati sono stati collocati sapientemente per ricreare in modo verosimile i set cinematografici, senza avere la presunzione di poter imitare ciò che è stato, ma di creare con passione, qualcosa che potesse trasmettere buone emozioni a chi, guardando questi scatti, abbia voglia di ripercorrere frammenti di cinema italiano.

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dal 19 settembre al 18 ottobre 2015
Centro Culturale Zavattini

TORRI, FUNERALINI, ANGURIE e… IL FIUME

Esposizione di opere pittoriche di Cesare Zavattini 
Iniziativa inserita all’interno della rassegna Zavattini e Luzzara. Un legame lungo una vita

Zavattini, noto ai più come scrittore, autore di testi letterari e saggistici, articoli di cronaca e soprattutto di notevoli soggetti e sceneggiature cinematografiche, ha dedicato anche gran parte della sua vita all’arte, sia come autore che come collezionista di dipinti.
Aspetti peculiari della sua arte sono la spontaneità e la capacità di cogliere gli aspetti più umani della vita, al contempo poetici e grotteschi e il costante richiamo alla memoria autobiografica, che non rinuncia mai all’ironia e all’autoironia. Punti nodali della produzione pittorica zavattiniana sono gli autoritratti, le ambientazioni luzzaresi con la torre e il fiume Po, il tema dei “funeralini”, dei preti, delle angurie, la tensione monologante che passa attraverso l’uso della parola scritta e del graffito, l’esaltazione della materia pittorica applicata con assoluta libertà. La pittura è per Zavattini uno degli irrinunciabili veicoli espressivi attraverso i quali poter comunicare la propria complessa interiorità e forza riflessiva.

Testimonianza dell’intenso e focale rapporto fra Zavattini e il proprio paese natale sono proprio i dipinti che hanno come soggetto Luzzara, provenienti dalle collezioni dei Musei Civici di Reggio Emilia ed esposti presso il Centro Culturale Zavattini dal 19 settembre al 18 ottobre 2015. Un’occasione importante per immergersi nel mondo sospeso e personalissimo della memoria luzzarese zavattiniana, fatta appunto di torri, funeralini, angurie e… un fiume.

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immagine: Domingo Davoli © 2015

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