GRAZIOLINA ROTUNNO
Pasto degli Ansaloni durante la mietitura
olio su tela, 60 x 80 cm, 1975

FERRUCCIO BOLOGNESI
Funerale in Sicilia
olio su tela, 70 x 100 cm, 1967

BRENNO BENATTI
L’alluvione
olio su tela, 50 x 70 cm, 1977

NINETTO BARACCHI
Il teatro dei burattini
olio su tela, 90 x 80 cm, 1982

MARIA GRAZIA CESELIN
La villa nel bosco
acrilico su vetro, 50 x 60 cm, 1972

GINO COVILI
Il cavallo morente
pastelli ad olio e acrilico su faesite, 78 x 100 cm, 1969

ANTONIO DONATI
Veritàaaa
olio su faesite, 100 x 92 cm, 1990

MARINKA DALLOS
Zingariade, eppure vi hanno prestato i cavalli per giorni
tecnica mista su tela, 60 x 70 cm, 1972

FRANCO MORA
Sta tornando la primavera
acrilico su tela, 90 x 70 cm, 2001

PIETRO GHIZZARDI
David
carboncino e tempera su cartone, 73 x 47 cm, 1968

MARIO ORTOLANI
La nave dei pazzi
olio su tela, 80 x 120 cm, 1989

ELENA GUASTALLA
Accanto all’albero dei limoni
olio su faesite, 90 x 100 cm, 1975

CARLO SARTORI
La scampagnata
olio su tela, 90 x 100 cm, 1972

BRUNO ROVESTI
Bugna dei Chierici
olio su faesite, 44 x 50 cm, 1981

LUIGI PILLITU
Neve di primavera
tempera acrilica su faesite, 30 x 35 cm, 2003

GIULIANO ZOPPI
I gatti di piazza Anfiteatro
olio su masonite, 48 x 56 cm, 1998

UDO TONIATO
La vigilia
olio su tela, 65 x 100 cm, 1969

SERAFINO VALLA
Ricordo di un paese
acrilico su compensato, 50 x 40 cm, 1984

GUIDO VEDOVATO
Cavallo
olio su tela, 24 x 30 cm, 1995

LUCIETTA RIGHETTI
Mille Grazie
tempera su tavola, 50 x 35 cm, 2006

NAIFISMO

«A definire in modo esauriente la pittura naïve
secondo me c’è riuscito chi è stato meno restrittivo.
Io non sono mai caduto nel tranello di idoleggiare l’arte naïve chiudendola,
ma ho sempre cercato di far capire che lì c’era chi valeva uno, chi due, chi tre, chi cento,
e a mano a mano che i valori crescono entrano nell’arte in generale,
per cui ad un certo punto un quadro di un pittore naïf di valore è alla stessa altezza di un quadro di valore di altre definizioni».
Cesare Zavattini

La storia dell’arte naïve e dei suoi protagonisti vide un momento fondamentale quando nel 1968 venne fondato a Luzzara il primo e unico Museo Nazionale delle Arti Naïves, in seguito alla realizzazione della prima edizione del Premio dei Naïfs, inaugurato il 31 dicembre 1967. La nascita di queste due importanti istituzioni del naïfismo fu voluta e fortemente promossa nel corso dei decenni da Cesare Zavattini, il quale in un’intervista significativamente intitolata Considerazioni sui naïfs dopo un bicchiere di lambrusco affermò: “Il naïfismo nasce da una carenza che lo fa essere un movimento. La carenza del naïfismo, cioè il non riconoscimento di certe forme come le sole che dettino legge, è qualche cosa di rivoluzionario pur nel suo difetto, pur nella sua ingenuità, pur nella sua speranza di creare qualche cosa al di fuori delle strutture culturali dominanti. In un certo senso si può dire che il naïfismo apre le possibilità di un linguaggio e di una espressione di massa”.
Alla fine degli anni sessanta, infatti, il fenomeno naïf era in piena crescita e Luzzara riuscì a porsi al centro di questo inevitabile processo. La sua collocazione fu il risultato del tempismo con cui la pregnante figura di Cesare Zavattini seppe cogliere, e per certi versi anticipare, una sensibilità culturale ed un interesse presenti e carichi di possibilità di sviluppo. Dal momento della sua istituzione, il Museo, ospitato poi nel quattrocentesco ex convento degli Agostiniani fino al terremoto che nel 2012 lo ha reso inagibile, iniziò a raccogliere, ordinare ed esporre ogni documento inerente alla vita ed alle opere di pittori naïves italiani e stranieri: quadri, disegni, incisioni, libri, giornali, riviste, films, fotografie,cataloghi, nastri magnetici, diapositive.
> Attualmente la sede espositiva è chiusa a causa degli eventi sismici del maggio 2012.

Oggi le opere del Museo fanno parte delle collezioni gestite da Fondazione Un Paese e, insieme al Fondo Cesare Zavattini e alle collezioni di Fotografia, costituiscono il motore delle attività culturali del Centro Culturale Zavattini. Il cuore della collezione naïve è rappresentato dalle oltre 500 opere pittoriche, ma anche scultoree e grafiche, di artisti come Ghizzardi, Rovesti, Astarita, Covili, Lazzarini, Lovo, Galeotti ed altri.
Per quanto riguarda il Premio Nazionale dei Naïfs, dal 1967 fino all’ultima edizione realizzata nel 2006, esso ha visto la premiati e segnalati tanti artisti, tra i quali: Carmelina Alberino, Ferruccio Bolognesi, Pietro Ghizzardi, Bruno Rovesti, Irene Invrea, Gino Covili, Mario Bortolami, Francesco Galeotti, Graziolina Rotunno, Elena Guastalla, Maria Andruszkievicz, Bruno Bricoli “Colibri”, Aldo Ordavo, Efisio Cadoni, Lorenzo Lovo, Alceo Poltronieri, Ivonne Melli, Giovanni Lazzarini, Luigi Pillitu, Laura Moruzzi, Albino Menozzi, Giuseppe Boschetti, Carmen Crisafulli, Gianfranco Savazzi, Brenno Benatti, Antonio Donati, Ninetto Baracchi, Enrico Fereoli, Adorno Bonciani, Antonio Montanari, Anselma Ferrari, Carlo Soricelli, Anna Antola, Aldo Verzelloni, Marco Berlanda, Franca Arleoni, Rosario Lattuca, Gianni Franceschini, Clara Salardi, Giuliano Zoppi, Elio Nava, Natale Fornasari, Silvano Peruzzi, Massimo Giovanelli, Maria Rita Brunazzi, Ivo Spaggiari “Pantaleone”, Eugenio Floreancig “Eughen”.

Sempre tramite il Premio, si sono acquisite opere di Carmelina Alberino, Ferruccio Bolognesi, Enzo Pontiroli, Fernando De Angelis, Norberto Proietti, Eugenio Pieraccini, Maria Grazia Ceselin, Carlo Sartori, Benito Beltrami, Graziolina Rotunno, Antonio Donati, Bruno Bricoli, Annunziata Scipione, Amelia Pardo, Marisa Gramola, Belluzza Vergara, Nino Giovanni Brescia, Ferruccio Carretti, Sergio Subazzoli, Dino Daolio (Duren), Roberto Sguanci, Paolo Bedoni, Mario Bagat, Giovanni Canonica, Mario Ortolani, Salvatore Caramagno, Albino Bertagna, Angelo Galli, Elio Nava, Antonio Capuozzo, Fausto Bianchini, Franca Arleoni, Franco Mora, Carlo Moretti, Cesare Novi, Guido Vedovato, Giovanni Canonica e del Gruppo Itinerante Murales Naïfs.
Nel corso degli anni il Museo riuscì ad incrementare il proprio patrimonio attraverso donazioni, come quelle di Ugo Astarita, Enrico Fereoli, Alceo Poltronieri e Pietro Ghizzardi, nonché un’opera Antonio Ligabue, concessa in deposito, ma anche acquistando i quadri direttamente dagli artisti, i quali non tardarono ad apprendere ed utilizzare al meglio le leggi di mercato.

A distanza di cinquant’anni dalla creazione del Museo e del Premio, è ancora possibile leggere questo fenomeno artistico attraverso le parole che Marzio Dall’Acqua scrisse sul catalogo generale delle Arti Naïves: “La casa dei Naïfs, come sognava Zavattini, se in Italia c’è è a Luzzara, la storia dei Naïfs italiani, se è possibile raccontarla, è perché c’è e ci sarà Luzzara. Se c’è ancora una creatività naïve essa è merito di Luzzara (…). Perciò, nonostante le contraddizioni di un’evoluzione e di vicende inevitabilmente non lineari né coerenti, (…) in nessun altro luogo, in Italia, non solo tra decenni ma già da ora è possibile studiare dal vero le opere di tanti artisti Naïfs, discuterne, analizzarli, farne base per ulteriori ricerche ed indagini. Oramai è chiaro a tutti dove e chi ha costruito una casa per i Naïfs italiani. E non poteva che essere viva e solida perché la pietra angolare fu Cesare Zavattini, fuori ed oltre le ideologie e gli schematismi”.

Vedi le opere del patrimonio al link

 

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