Top picture tratta dal volume
Un paese vent’anni dopo,
di C. Zavattini - G. Berengo Gardin
Federico Motta Editore
© Gianni Berengo Gardin
Creiamo nuclei di verità, facciamo presto, perché fra un anno non sarà più la verità, ma ora lo è.
(La notte che ho dato uno schiaffo a Mussolini, 1976) |
mondoNAIF: I maestri dell'arte naifmondoNAIF
I maestri dell'arte naif
24 settembre - 23 ottobre 2011
Luzzara, ex Convento degli Agostiniani
![]() Continua fino al 23 ottobre la mostra mondoNAIF, che presso gli storici spazi espositivi dell'ex Convento degli Agostiniani presenta, attraverso una serie di opere pittoriche e scultoree del patrimonio gestito da Nell’inquadrare l’idea di un’arte, quale quella naïf tra la fine degli anni sessanta ad oggi, la mostra si arricchisce con le opere dell’artista suzzarese Antonio Donati, che nel corso della sua quarantennale carriera ha ritratto sia i maestri dell’arte naïf, sia gli uomini di cultura che attorno a questo mondo gravitavano ma anche i semplici abitanti di un’area, di una fetta di padanìa al cui centro ci sono Luzzara e il suo Museo. Alcune delle opere di Donati, provenienti da collezioni private - dalla nota collezione del Cav. Arneo Nizzoli che arreda l’omonimo ristorante e da quella di Luigi Caramaschi, Direttore della Gazzetta del Po - saranno esposte al pubblico per la prima volta.
A completare la mostra, la rotazione delle opere del patrimonio del Museo Nazionale delle Arti Naïves di Luzzara gestito da
Tra gli autori in mostra, le opere dei principali maestri naïfs che hanno contribuito a creare lo storica collezione del Museo, tra i quali spiccano Pietro Ghizzardi e Bruno Rovesti, Giovanni Lazzarini e Ninetto Baracchi; di non secondaria importanza poi sono le opere degli altri maestri Carlo Sartori e Norberto Proietti, dei parmigiani Enrico Fereoli e Bruno Bricoli; di Francesco Galeotti e di Gino Covili; e ancora dei mantovani Ferruccio Bolognesi e Alceo Poltronieri; di Graziolina Rotunno e Luigi Pillitu, dello stesso Antonio Donati e di Brenno Benatti.
Anche se in parziale parata, la Collezione del Museo permette stimolanti percorsi in quell’affascinante, movimentato e a volte travagliato labirinto della pittura naïf, a ulteriore conferma della spregiudicata acutezza ispettiva e della grande ed accogliente apertura di Cesare Zavattini, che ha saputo coniugare l’amore per il cinema con l’amore, sia soggettivo che oggettivo, per la pittura, facendone assieme alla scrittura i pilastri di un’esistenza che è per molti aspetti una lezione per chiunque voglia “fare cultura”.
La mostra è stata inserita nel cartellone ufficiale delle iniziative per le Giornate Europee del Patrimonio - 24 e 25 settembre 2011
Alla domenica pomeriggio la mostra si arricchisce con la proiezione del documentario: Case Ouverte. Ballade au pays de l’imagination
Un suggestivo viaggio tra Luzzara e la bassa reggiana e mantovana, pedinando i principali protagonisti del mondo naïf. Documentario girato nel 1980 da Walter Marti e Jean-Jacques Lagrange con la collaborazione di Reni Mertens. Prodotto da TSR Télévision Suisse (67’, commento originale in lingua francese).
periodo
dal 24 settembre al 23 ottobre 2011
sabato, domenica e festivi ore 10.00-12.30; 14.30-18.30
da martedì a venerdì su prenotazione
ingresso gratuito
dove
Ex Convento degli Agostiniani
Museo Nazionale delle Arti Naïves
via Villa Superiore, 32 - 42045 Luzzara
per informazioni
Centro Culturale Zavattini
Viale Filippini, 32
42045 Luzzara (RE)
tel. 0522 977612
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un progetto realizzato da
immagine: locandina della mostra, scultura Fiori, Carlo Moretti © Fondazione Un Paese
Il mio paese, Luzzara. Fotografia Europea 2011Il mio paese
Luzzara e la fotografia, un film su carta
7 maggio - 14 luglio 2011
Luzzara, Ex Convento degli Agostiniani
![]() inaugurazione sabato 7 maggio 2011, ore 11.00
La mostra Il mio paese presenta per la prima volta una storia per immagini che ha contribuito a fare di Luzzara uno dei maggiori capitoli della fotografia di narrazione di luoghi. Da Un Paese di Paul Strand e Cesare Zavattini, primo e unico numero della collana Italia mia, un paese che esiste fotograficamente con la sua propria misura, in una visione finita e infinita al contempo. Un microcosmo che assume una cifra più vera, autentica e universale. Riflessione su un’identità e narrazione dell’Italia stessa.
“Può darsi che infine il progetto di Italia mia abbia valore soltanto per me, come avviene di certe lettere non spedite che esprimono più sinceramente di quelle spedite il nostro stato d’animo in un certo momento. Quel progetto, che è soltanto un progetto, come la prima idea di un soggetto, e niente di più, ha per me avuto il valore di una dichiarazione d’amore, non solo al mio Paese, ma a tutti i luoghi della terra nei quali abitano almeno due persone.Cominciamo dal mio Paese, dissi, dall’Italia. Era il bisogno di uscire da una geografia o troppo sotterranea o troppo celeste, che sono stati gli estremi tra i quali per molti anni mi è capitato di oscillare. Mi ero accorto di non conoscere l’Italia se non attraverso dei libri o dei preconcetti, e mi pareva che un paziente inoltrarmi nei luoghi, nelle persone, negli interessi di tutta questa gente che aveva tante cose in comune con me, fosse il solo modo per cercare, goccia nel mare, di entrare nella storia”. (Cesare Zavattini)
evento inserito in
Verde, bianco, rosso. Una fotografia dell’Italia
sesta edizione, 6 - 8 maggio 2011
Italia mia. Un paese dopo![]()
Italia mia. Galileo Rocca a Fotografia Europea 2011 Con il successo ottenuto lo scorso anno con la mostra L'estro del tempo, che è risultata la più votata al concorso U-Shot 2010, Galileo Rocca si è aggiudicato l'inserimento nel programma ufficiale dell'edizione 2011 della manifestazione. Presso la Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia presenta un progetto che è un omaggio a Luzzara, alla sua tradizione fotografica e a Cesare Zavattini, Italia mia. Un paese dopo, dal 6 maggio al 12 giugno 2011.
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