eventi in programma
ITALIA MIA
riflessioni sul paese
incontri, visioni, letture
in occasione del settantesimo anniversario della pubblicazione di Un paese
Nel settantenario della pubblicazione di Un paese (1955), opera seminale di Paul Strand e Cesare Zavattini, con ITALIA MIA | riflessioni sul paese (20 settembre – 6 dicembre 2025) Fondazione Un Paese promuove un ciclo di incontri con fotografi, artisti, scrittori, antropologi e poeti, invitati a riflettere sul concetto di paese.
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calendario
sabato 20 settembre 2025
Teatro Sociale Danilo Donati Luzzara, ore 18.00
SUCCEDONO LE ETÀ, MERAVIGLIOSE
conversazione con
GIOVANNI LINDO FERRETTI
in dialogo con Simone Terzi, Fondazione Un Paese
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sabato 27 settembre 2025
Teatro Sociale Danilo Donati Luzzara, ore 21.00
CARALUCE. ATLANTE DEI PAESI INVISIBILI
reading poetico di e con FRANCO ARMINIO
musiche di Pasquale Innarella, sassofono solo
biglietti INTERO 10 euro / RIDOTTO >65 e <14 5 euro
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sabato 11 ottobre 2025
Centro Culturale Zavattini, ore 17.30
presentazione del libro
IN PROVINCIA
Quodlibet, 2024
Incontro con il fotografo MARCO LACHI
in dialogo con Daniele De Luigi, Fondazione AGO Modena Fabbriche Culturali
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sabato 18 ottobre 2025
Centro Culturale Zavattini, ore 17.30
UN PAESE MONDO / ITALIA MINIMA
incontro con MAURIZIO CIAMPA e VITO TETI
Maurizio Ciampa presenta
Il risveglio del drago. Cavallerizzo: un paese mondo, tra abbandono e ricostruzione
di Vito Teti, Donzelli, 2024
Vito Teti presenta
Italia minima. Sogni, emozioni e rabbia di un paese in movimento (1943-2023)
di Maurizio Ciampa, Donzelli, 2024
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sabato 25 ottobre 2025
Centro Culturale Zavattini, ore 17.30
PIANURA. Voci nella nebbia
Letture e suoni per raccontare la terra che abitiamo
Mara Munerati, voce narrante e racconti sbobinati
Giovanni Bertelli, musiche originali, chitarre, banjo, effetti
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venerdì 14 novembre 2025
Centro Culturale Zavattini, ore 21.00
UN PAESE
pubblica lettura del testo di Cesare Zavattini
e proiezione delle immagini di Paul Strand
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sabato 22 novembre 2025
Centro Culturale Zavattini, ore 17.30
SEGNI MIGRANTI. Una storia
lecture di
MARIO CRESCI
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venerdì 28 novembre 2025
Centro Culturale Zavattini, ore 21.00
LUZZARA. CINQUANT’ANNI E PIÙ…
nel ventennale della pubblicazione del libro
incontro con
MARCELLO GRASSI e FABRIZIO ORSI
in dialogo con Uberto Spadoni
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sabato 6 dicembre 2025
Centro Culturale Zavattini, 17.30
GUIDO SERENI (1925-2010)
Nel centenario
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per informazioni, biglietti e prenotazioni
t. 0522 977612 | biblioteca@fondazioneunpaese.org
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Può darsi che infine il progetto di Italia mia abbia valore soltanto per me, come avviene di certe lettere non spedite che esprimono più sinceramente di quelle spedite il nostro stato d’animo in un certo momento.
Quel progetto, che è soltanto un progetto, come la prima idea di un soggetto, e niente di più, ha per me avuto il valore di una dichiarazione d’amore, non solo al mio Paese,
ma a tutti i luoghi della terra nei quali abitano almeno due persone.
Cominciamo dal mio Paese, dissi, dall’Italia.
Era il bisogno di uscire da una geografia o troppo sotterranea o troppo celeste,
che sono stati gli estremi tra i quali per molti anni mi è capitato di oscillare.
Mi ero accorto di non conoscere l’Italia se non attraverso dei libri o dei preconcetti, e mi pareva che un paziente inoltrarmi nei luoghi, nelle persone, negli interessi di tutta questa gente che aveva tante cose in comune con me, fosse il solo modo per cercare, goccia nel mare, di entrare nella storia.
Cesare Zavattini, lettera a Giorgio N. Fenin, 26 marzo 1958
Una, cento, mille lettere
Come è noto, l’opera di Strand e Zavattini dedicata a Luzzara avrebbe dovuto essere la prima di una serie di indagini, e poi di pubblicazioni sulle realtà locali del Paese, da un punto di vista però capace di cogliere umanità universali. Questo è accaduto probabilmente oltre ogni previsione allora possibile, ma in direzione differente da quella che ci si poteva attendere in quella prima metà degli anni Cinquanta del Novecento. Un paese non è stato il primo volume di una collana di descrizione della realtà italiana nel secondo dopoguerra, è stato un modello di riferimento per narrazioni d’immagine successive che si sono diramate nel tempo e attraverso modelli differenti l’uno dall’altro. Luzzara è insomma un luogo dove si torna ma, sappiamo, tornare non vuol dire reiterare identicamente un’esperienza, quanto verificare nella contemporaneità una rappresentazione del passato, anche mitica.
In Danubio, lo scrittore triestino Claudio Magris rievoca un’intuizione di Ernst Bloch: “Ci sembra impossibile che per i nostri figli sia già irrevocabilmente passato ciò che per noi è ancora un presente difficile da attraversare.” È il senso della non-contemporaneità, o della non-simultaneità, come chiave per leggere la storia: non tutto procede in linea retta, non tutto accade nello stesso tempo per tutti. Bloch ci invita a guardare a quei fremiti di futuro che ci sono in quel passato che non ha avuto modo di esprimersi, che ci appare concluso: possibilità mai sbocciate, semi rimasti dormienti, idee che non hanno avuto il loro tempo. Ma non per questo sono morti. Il tempo e la terra hanno una memoria segreta, e ciò che sembrava perduto può, all’improvviso, riaffiorare. Basta una scintilla, un cambio d’aria, e quei semi possono ancora germogliare.
Vivere questi tempi, in questo paese, richiede l’equilibrio del compasso: un piede ben saldo nella propria terra d’origine, l’altro libero di tracciare cerchi nel mondo. Solo così si può tornare, con sguardi nuovi e nutrire il paese con ciò che si è imparato altrove.
Cosa vuol dire Paese? Cos’è oggi un paese? Si mettano da parte i confini amministrativi, i riti delle istituzioni, il racconto giornalistico e la propaganda politica. Un paese è anzitutto una visione, un luogo da immaginare e rifondare e in cui essere comunità. Spazio degli affetti, della memoria, dell’esperienza di tutti i giorni.
Un invito a riflettere sui valori di comunità e appartenenza, attraverso questioni attuali muovendosi agilmente fra teoria e storia, tradizione e nuovi immaginari, passando dalla rappresentazione nell’arte dal luogo antropologico come costruzione simbolica e, al tempo stesso, concreta dello spazio, al significato di nazione.
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una rassegna promossa da
Fondazione Un Paese
partner istituzionali
Comune di Luzzara
SABAR
con il patrocinio di
Unione dei Comuni Bassa Reggiana
Terre di Po e dei Gonzaga
Osservatorio del Paesaggio Bassa Reggiana
Visit Emilia
main partner
KION group
SIMOL

