sabato 20 settembre 2025
Teatro Sociale “Danilo Donati” Luzzara | ore 18.00
SUCCEDONO LE ETÀ, MERAVIGLIOSE
conversazione con
GIOVANNI LINDO FERRETTI
in dialogo con Simone Terzi
qui il video dell’incontro
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***ATTENZIONE***
considerato il grande numero di richieste che ci sono pervenute, segnaliamo che per l’evento, pur restando ad ingresso libero, è consigliata la PRENOTAZIONE.
Contattateci chiamando al t. 0522 977612 o scrivendo a biblioteca@fondazioneunpaese.org
indicando come dati obbligatori nome e cognome, mail e contatto telefonico
***N. B.: per mantenere la priorità di accesso garantita dalla PRENOTAZIONE è necessario presentarsi entro e non oltre le ore 17.15, dopo questo orario la prenotazione sarà considerata annullata.
memore di un vagare in giovani giornate
guardo il mondo com’è
di meraviglie, tragico e infame
belligerante, sublime
immoto l’intorno, sommesso fragore del tempo
in generica località di montagna
Noi siamo i barbari, nostri progenitori i Liguri. I Longobardi infeudando queste valli hanno dato forma ad un mondo materiale e spirituale che, in paese, è stato scalzato dalla strada asfaltata e dalla televisione. Era un pezzo, tra tanti, della Cristianità d’Occidente. I nati come noi negli anni ‘50 l’hanno intravisto, odorato, camminato, calpestato, seppure già allo stremo e qualcuno ne è rimasto impregnato. Travolto dalla nascita d’Italia, dopo un secolo di decadenza, sovraffollamento, impoverimento, abbandono, quel mondo è schiantato negli anni ‘60. Noi siamo cresciuti in quello schianto.
Così vanno le cose, così devono andare.
Sono cresciuto in un mondo in cui l’idea di paesaggio non esisteva. Della mia valle conoscevo tutto: i seminativi, i prati pascolo, boschi da frutto e da legnatico, gli usi civici, le sorgenti. Le abitazioni e le loro pertinenze, le stalle, gli ovili, i ruderi. Uno sguardo materico. Un mondo che non avrei ritrovato tornando a casa, da adulto.
È stato un tempo il mondo…
Negli anni Ottanta, un bimbo cresciuto a Cerreto Alpi in una vecchia famiglia cattolica, allevato dalla nonna, ritrovatosi a ventisette anni cantante a Berlino, stava comunque nell’ordine delle cose. Quando con Zamboni, Annarella e Fatur siamo tornati da punkettoni a Cerreto Alpi, tutti hanno fatto finta di niente. Ero pur sempre Giovanni, il bimbo della famiglia dei Comparoni. E poi si era già visto di tutto. Non sarebbe stato di certo un punk alla fine del secondo millennio a poter mettere in discussione un ordine semi eterno.
Poi invece il mondo è cambiato e noi siamo diventati una delle tante periferie del globo.
Siamo alla fine di un’epoca ed è inutile rimpiangerla, semmai è bello per chi si trova sulla linea di demarcazione conservarne memoria tramite l’arte, la poesia, la musica.
Conservarne memoria. Le cose cambiano.
Giovanni Lindo Ferretti
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C’è un’Italia assopita che non è quella delle grandi città, né quella dei borghi patinati che vediamo sui dépliant turistici. C’è un’Italia che non è Roma o Milano, né tantomeno Civita di Bagnoregio o la costiera amalfitana. C’è un’Italia che non sta sotto i riflettori ma se ci capita è a causa di qualche catastrofe naturale. C’è un’Italia che rischia l’estinzione, che è silenziosa, disabitata.
Cosa vuol dire Paese? Cos’è oggi un paese? Si mettano da parte i confini amministrativi, i riti delle istituzioni, il racconto giornalistico e la propaganda politica. Un paese è anzitutto una visione, un luogo da immaginare e rifondare e in cui, forse, essere comunità. Spazio degli affetti, della memoria, dell’esperienza di tutti i giorni. Tradizione. Un invito a riflettere sui valori di comunità e appartenenza, attraverso questioni attuali muovendosi agilmente fra teoria e storia, tradizione e nuovi immaginari, passando dalla rappresentazione nell’arte dal luogo antropologico come costruzione simbolica e, al tempo stesso, concreta dello spazio, al significato di nazione.
Una conversazione con Giovanni Lindo Ferretti, percorrendo sette decenni di storia del paese, tra dimensione privata e spazio pubblico.
immagine locandina e banner Martina Falcucci Chinca
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INGRESSO LIBERO
apertura dalle ore 17.30
per informazioni
t. 0522 977612 | biblioteca@fondazioneunpaese.org
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Giovanni Lindo Ferretti (Cerreto Alpi, 1953). Cantore, scrivano, già cantante e paroliere di CCCP – Fedeli alla linea, poi CSI e PGR. Insieme a Massimo Zamboni con i CCCP ha dato vita a un fenomeno che va ben al di là dell’evento musicale, e definisce anche nell’estetica una stagione di profonda trasformazione del costume e della mentalità giovanile. Oggi vive sull’Appennino tosco-emiliano, nel suo paese natale, a Cerreto Alpi, dove fino a poco tempo fa ha allevato cavalli dando vita, con La Corte Transumante di Nasseta, «libera compagnia di uomini, cavalli e montagne», allo spettacolo itinerante Saga. Il canto dei canti. Ha pubblicato pubblicato il resoconto del viaggio effettuato in Mongolia con Massimo Zamboni, nel libro scritto a quattro mani In Mongolia in retromarcia (Giunti, 2020); con Mondadori: Reduce (2006), Bella gente d’Appennino (2009), Barbarico (2013), Non invano (2020); L’italia profonda, che raccoglie una conversazioe con Franco Arminio (GOG edizioni 2019); ÓRA. Difendi, conserva, prega (Aliberti, 2022); Tanno, illustrato da Michele Petrucci (Saldapress, 2024).
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un evento di
ITALIA MIA
riflessioni sul paese
incontri, visioni, letture
in occasione del settantesimo anniversario della pubblicazione di Un paese
Nel settantenario della pubblicazione di Un paese (1955), opera seminale di Paul Strand e Cesare Zavattini, con ITALIA MIA | riflessioni sul paese (20 settembre – 6 dicembre 2025) Fondazione Un Paese promuove un ciclo di incontri con fotografi, artisti, scrittori, antropologi e poeti, invitati a riflettere sul concetto di paese.
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una rassegna promossa da
Fondazione Un Paese
partner istituzionali
Comune di Luzzara | SABAR
con il patrocinio di
Unione dei Comuni Bassa Reggiana | Terre di Po e dei Gonzaga | Osservatorio del Paesaggio Bassa Reggiana | Visit Emilia
main partner
KION group | SIMOL
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per informazioni
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