Selezionato tra i progetti vincitori del PAC 2026:
IRREGOLARI.
Visioni dai territori del non conforme
con Silvia Camporesi
progetto presentato da Fondazione Un Paese
ideazione e cura Simone Terzi
sostenuto dall’avviso pubblico
PAC2026 – Piano per l’Arte Contemporanea
ambito 2 – Produzione / Sezione III – Nuove Opere
promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura
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Il progetto IRREGOLARI. Visioni dai territori del non conforme che vede coinvolta l’artista e fotografa Silvia Camporesi presentato da Fondazione Un Paese è risultato tra i vincitori per l’ambito 2 – Produzione / Sezione III – Nuove Opere.
> link alla pagina PAC2026 – Vincitori
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Il progetto nasce dall’incontro tra la ricerca artistica di Silvia Camporesi e la tradizione degli artisti naïfs italiani che hanno trovato casa nel contesto di Luzzara, territorio profondamente segnato dalla visione di Cesare Zavattini. Ideatore del Premio nazionale dei naïfs italiani (1967), rassegna seguita l’anno dopo dalla costituzione del primo e unico Museo delle Arti Naïves in Italia, Zavattini riconosceva nell’arte naïf una forma espressiva autentica, capace di restituire uno sguardo diretto e non mediato sulla realtà, libero da convenzioni accademiche. Questa prospettiva ha contribuito a definire un immaginario radicato nel paesaggio e nella memoria collettiva nazionale, in particolare nell’area definita “Padanìa” – neologismo coniato da Roberto Longhi – espresso dalle opere di artisti come Ghizzardi, Covili, Rovesti e altri autori presenti nella collezione della Fondazione Un Paese.
Fuori dalla cultura artistica ufficiale o sperimentale, l’arte naïf è una produzione espressiva indipendente, che manifesta spontaneamente uno spirito creatore: non segue modelli né si propone finalità esterne alla propria necessità interiore, ma inventa da sé regole e vocabolario. Per questi autori creare è un’attività privata, un impegno totalizzante che coincide con la vita. Il progressivo riconoscimento estetico di queste creazioni anarchiche è intrecciato con la storia dell’arte del XX secolo, che ne ha spostato i confini, implicando una trasformazione dello sguardo che ai canoni classici preferisce la forma perturbante.
Nella rilettura di questo contesto si inserisce la prossima apertura del Nuovo Polo Museale, con il Museo delle Arti Naïves e l’Archivio Fotografico Un Paese di Luzzara, concepito come spazio di dialogo tra linguaggi, epoche e generazioni artistiche.
Il progetto IRREGOLARI. Visioni dai territori del non conforme si colloca all’interno di questo assetto e ne intercetta la vocazione, in un dialogo che rinnova la lezione zavattiniana: attivare relazioni non illustrative ma interpretative tra i nuclei della collezione, mettendo in relazione arte naïf e fotografia contemporanea.
L’idea progettuale prevede la realizzazione di un lavoro fotografico e artistico che si configura non tanto come documentazione delle opere pittoriche, ma come loro estensione critica e poetica. Attraverso la fotografia e la produzione di un libro d’artista, Silvia Camporesi realizzerà un’indagine che si muove a partire da un gruppo selezionato di artisti naïf presenti nella collezione, approfondendone biografie, vicende personali, luoghi di vita e di produzione, case e territori, entrando in relazione con eredi e comunità locali.
Questa fase di ricerca si sviluppa come una forma di esplorazione territoriale e archivistica, in cui il dato biografico e quello paesaggistico vengono messi in relazione per costruire una costellazione di riferimenti visivi e narrativi. L’obiettivo è creare un campo di risonanza tra l’opera di questi artisti, fortemente radicata nei territori di appartenenza, i luoghi e ciò che oggi di quei luoghi permane o si è trasformato.
A partire da questa indagine, l’artista realizza un corpus di immagini fotografiche che si pone come livello ulteriore di lettura, affiancandosi alle opere naïfs come strumenti autonomi, generando nuove connessioni tra realtà, memoria e rappresentazione. In questo senso il lavoro si configura come ampliamento dello sguardo: una riattivazione contemporanea dei mondi rappresentati dai naïfs, attraverso una sensibilità fotografica consapevole e stratificata. Oltre alle immagini è prevista la produzione di un libro d’artista che raccoglie il materiale della fase di produzione del progetto, a corredo poetico del racconto degli artisti naïf.
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Eventi di valorizzazione e promozione dell’opera
Per valorizzare l’acquisizione delle opere, Fondazione Un Paese promuoverà un ampio programma di attività.
La prima iniziativa sarà una mostra temporanea presso il Nuovo Polo Museale di Luzzara, con l’esposizione del progetto IRREGOLARI. Visioni dai territori del non conforme e sarà accompagnato dalla produzione di un libro in cui verrà pubblicata la serie di fotografie del lavoro di Silvia Camporesi. Il libro raccoglierà le immagini inedite di Silvia Camporesi, accompagnate da un’introduzione critica dei curatori Alberto Fiz e Simone Terzi, assieme a contributi di autori di autori che hanno trattato il tema dell’arte irregolare. In occasione della mostra sarà organizzato un incontro di presentazione del progetto e del libro, con la partecipazione dell’autrice e di esperti di fotografia, di arte e di paesaggio, volto a illustrare i contenuti e le prospettive critiche del lavoro. Il progetto sarà inoltre oggetto di giornate di studio e talk con esperti del settore: presentato in ulteriori tappe in luoghi significativi per la fotografia e la cultura visiva. Un public program e una serie di attività didattiche e laboratori coinvolgeranno studenti, insegnanti e giovani artisti, offrendo momenti di approfondimento e pratica. Tutte le attività saranno comunicate attraverso una campagna curata da professionisti della comunicazione culturale, volta a garantire la massima visibilità dell’iniziativa sul territorio e a livello nazionale, per favorire l’interazione e costruire una narrazione collettiva attorno al lavoro di Camporesi e rafforzare il valore culturale del progetto in dialogo con l’eredità culturale della Fondazione.
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Silvia Camporesi (1973), laureata in filosofia, negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al paesaggio italiano. Dal 2004 ha tenuto numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, fra le quali si ricordano: Italian camera (Isola di San Servolo, Venezia, 2005); Con gli occhi, con la testa, col cuore (MART di Rovereto, 2012); Italia inside out (Palazzo della Ragione, Milano, 2015); Extraordinary visions (MAXXI, Roma, 2016; Kolkata Centre, Calcutta, 2019); The Quest for Happines (Serlachius Museum, Mänttä, Finlandia, 2019-2020); Italia in-attesa. Dodici racconti fotografici (Palazzo Barberini, Roma, 2021), C’è un tempo e un luogo (Centro di fotografia di Roma, 2026).
Nel 2007 ha vinto il Premio Celeste per la fotografia. Ha vinto il premio Francesco Fabbri per la fotografia nel 2013, il Premio BNL 2016, il Premio Cantica21 nel 2021, Soroptimist Donne al lavoro nel 2021, La nuova Scelta italiana nel 2022, Strategia Fotografia nel 2023 e nel 2025, il PAC e il Premio terna nel 2024. Ha realizzato diverse committenze pubbliche, come Italia in attesa (DGCC 2020), Atlante Sapienza (MAXXI 2022), Altri sguardi (Direzione Generale Musei, 2022). Ha pubblicato numerosi libri, l’ultimo è un saggio dal titolo Una foto è una foto è una foto (Einaudi, 2025). Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: MAXXI, Roma; Collezione Farnesina, Roma; MART, Rovereto; MAC Lissone, Gruppo BNL, Milano; GNAM, Roma.
IRREGOLARI.
Visioni dai territori del non conforme
Silvia Camporesi
a cura di Simone Terzi
il progetto è sostenuto dall’avviso pubblico PAC2026 – Piano per l’Arte Contemporanea
promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura
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per informazioni
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viale Filippini 35 | 42045 Luzzara RE
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