Top picture tratta dal volume
Un paese vent’anni dopo,
di C. Zavattini - G. Berengo Gardin
Federico Motta Editore
© Gianni Berengo Gardin
Evidenziando una crescita che interessa praticamente tutti i parametri statistici il servizio, in particolare, ha gradualmente ma costantemente raggiunto importanti risultati rispetto al numero dei prestiti, passando dai 7540 prestiti annui del 2006 ai 13971 del 2009; un obiettivo che si è sviluppato anche in rapporto alla fidelizzazione dell’utenza, arrivata nel 2009 alle 9004 presenze registrate in biblioteca (7950 nel 2007), e al numero di utenti attivi (secondo i parametri AIB - Associazione Italiana Biblioteche, gli utenti che nel corso dell'anno di riferimento hanno realizzato almeno un prestito), 921 nel 2006, 1195 il dato del 2009.
L’orario di apertura del Centro Culturale Zavattini è stato aumentato rispetto alla precedente gestione: dopo un primo adeguamento agli standard minimi dettati dall’AIB realizzato nel 2006 - dalle precedenti 24 ore settimanali a 28 - e un successivo perfezionamento secondo quella che era la frequentazione da parte delle varie tipologie di utenza (orario esteso fino alle 13.00 al mattino e fino alle 19.00 al pomeriggio, soprattutto per le esigenze di chi lavora), oggi, il Centro Culturale Zavattini è aperto tutti i giorni con un’apertura all’utenza di 32 ore settimanali (lo standard di qualità a livello nazionale è di 30 ore).
Dopo essere stato recuperato, il nucleo principale del Fondo Cesare Zavattini (circa 2200 volumi) è stato completamente censito, inserito nel catalogo della biblioteca e collocato in apposite scaffalature.
Oltre ai servizi tradizionali di prestito interbibliotecario, accesso a internet, info point, sono stati realizzati spettacoli, incontri con gli autori, attività di introduzione alla lettura, laboratori di scrittura creativa, esposizioni e proiezioni cinematografiche. Tra gli invitati Carlo Lizzani, Giacomo Gambetti, Giuseppe Pederiali, Davide Ferrario, Alessandro Bergonzoni, Guido Conti, Paolo Nori, Danilo Rea e Massimo Zamboni.
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